Scoliosi e Parkinson, la prima lezione di Giulia

Giulia (il nome è inventato) ha una scoliosi importante, ha mal di schiena, mentre mi parla noto la sua postura inclinata e rigida, a cui si aggiunge la malattia di Parkinson. Si sdraia sul lettino, metto un grosso rullo sotto le ginocchia e sotto la testa un cuscinetto per renderla comoda.
Cominciamo a fare conoscenza reciprocamente. Con un tocco delicato scopro e le faccio sentire quali parti del suo corpo si muovono con facilità e quali no, lei impara a conoscersi attraverso questo contatto così particolare, che suscita sensazioni piacevoli e nuove informazioni di movimento: il tocco Feldenkrais.

Continuiamo a comunicare tra noi in silenzio, per un’ora circa.

Quasi immediatamente Giulia si rilassa, comincia a respirare profondamente e gradualmente la sua schiena si ammorbidisce, il bacino e le gambe si flettono più facilmente. Arrivo ai piedi e noto che il piede sinistro sembra più piccolo del destro perchè è molto contratto, l’alluce valgo, il secondo dito piegato a martello, la caviglia è rigida. Non appena glielo tocco Giulia mi informa che presto dovrà fare l’operazione per l’alluce valgo. Le chiedo quando, in autunno. Bene, c’è tempo, proviamo a vedere se, con una serie di lezioni può migliorare globalmente la sua mobilità, lei è d’accordo.

Il giorno dopo questo primo incontro, Giulia mi telefona e, tutta felice, mi racconta di sentirsi più dritta, più leggera, l’hanno notato anche le persone a lei vicine, le dita del piede sinistro si sono distese un po’ e toccano facilmente il pavimento quando cammina. Operazione sospesa!