Postura eretta e azione corretta

 

MENTE E CORPO

di Moshe Feldenkrais

Non vi è niente di più semplice della postura eretta - postura eretta significa: allineamento verticale. Ma tutti i termini di questo genere, compreso "postura", implicano qualche cosa di rigido e di statico. E, effettivamente, è vero che poche persone fanno onore alla flessibilità del proprio corpo. Un esame attento mostra chiaramente che la postura eretta è in realtà dinamica, con un costante assestamento della struttura corporea piuttosto che staticamente fissa.

Il vantaggio reale della postura eretta è la facilità di ruotare intorno alla verticale, cioè da destra a sinistra o in senso opposto. Questa rotazione allarga l'orizzonte umano ed è anche il movimento naturale più frequente della testa. Durante l'evoluzione della struttura umana, l'uso più sistematico della testa è stata la sua rotazione verso la fonte di uno stimolo esterno. I sensi localizzati a livello della testa sono tutti organi doppi: la vista, l'udito, l'odorato. Infatti, per precisare la collocazione esatta dello stimolo, sono necessarie due fonti d'informazione. Così, ad esempio, la testa ruota verso una sorgente sonora in modo che le due orecchie siano parimenti stimolate. La testa ruota anche per trovarsi di fronte a uno stimolo visivo. Le retine sono collegate internamente in modo tale che quando guardiamo l'oggetto frontalmente sono stimolate allo stesso modo, mentre all'inizio della stimolazione una lo era più dell'altra. Lo stesso avviene per gli odori, anche se in tal caso le informazioni di distanza e direzione sono molto più grossolane.

Si vede dunque come, al di là di quanto possa essere esplorato con il tatto, la relazione con qualsiasi cosa esterna è determinata dal movimento della testa.

Ogni informazione proveniente dallo spazio intorno a noi passa attraverso la testa. E, più di ogni altra cosa, sono i nostri rapporti con il mondo che ci circonda a influenzare la qualità del movimento della testa.

Numerosi meccanismi del sistema nervoso organizzano queste funzioni elementari di legame con l'ambiente; così che quando uno degli organi doppi è stimolato, la testa ruota finché ci troviamo di fronte alla sorgente della stimolazione. La testa è ruotata sulla colonna cervicale e la torsione allunga la pelle, i muscoli e i tendini del lato sinistro del collo quando giriamo verso destra e viceversa. L'allungamento o lo stiramento di una fibra comprime una fibra nervosa interna e tale stimolazione è alla base dell'organizzazione del corpo, che è allora pronto a seguire la testa e a girarsi nella direzione del cambiamento avvenuto inizialmente nell'ambiente. Quando il corpo segue la testa, la torsione del collo si annulla, le fibre nervose intra-muscolari cervicali non sono più compresse e il corpo non ha quindi più bisogno di ruotare.

Come la zona cervicale, o della nuca, la regione bassa della colonna vertebrale è in grado di ruotare attorno all'asse centrale. La rotazione del resto della colonna è, in confronto, più ridotta. Nelle due regioni superiore ed inferiore della colonna, alcune fibre nervose trasmettono la rotazione della testa ai centri superiori, che in tal modo constatano come il corpo sia organizzato per poter girare, diminuire la torsione e trovarsi in posizione frontale nella stessa direzione della testa.

Nella maggior parte delle persone, la testa indica nettamente con quali zone dello spazio circostante esse hanno pochi contatti. E il portamento della testa è caratteristico del mantenimento complessivo e dei modi d'agire di ogni persona.

Un altro aspetto della postura eretta è che essa è una proprietà biologica della struttura umana; non vi dovrebbe essere sensazione alcuna di azioni, contegno o sforzi di qualsiasi genere. Ad esempio, il peso della mascella inferiore con tutti i suoi denti è considerevole e, tuttavia, abbiamo qualche difficoltà nell'acquisire coscienza che facciamo qualcosa per mantenere alzata la mascella inferiore. Lo stato normale dei muscoli della mascella inferiore è una contrazione pari alla forza gravitazionale che agisce su di essa. I movimenti volontari sono ottenuti con una aggiunta o una deduzione a questa contrazione permanente. I muscoli della mascella inferiore, come la maggior parte dei muscoli dello scheletro, ricevono ordini sotto forma d'impulsi scaturiti da più di una fonte. Lo star su è assicurato nel sistema nervoso da meccanismi antigravitazionali e non vi è sensazione di azione, né di sforzo, fintanto che il messaggio ai muscoli proviene dai centri inferiori.

Nei muscoli cervicali avviene la stessa cosa. Malgrado il peso della testa e il suo centro di gravitazione situato davanti alla colonna vertebrale, non c’è sensazione d'azione, né di sforzo nel mantenimento della testa. Ciò è dovuto alla contrazione considerevole di alcuni muscoli per mantenere la testa ritta.

L'intero corpo è trattenuto nella caduta in avanti dai muscoli del polpaccio, ma noi non sentiamo alcuno sforzo. Ancora una volta queste interrelazioni provano che la postura eretta non è uno stato statico, ma un'attività dinamica.

La postura reale è sempre il risultato di ciò che la struttura farebbe tramite i meccanismi specifici e di ciò che abbiamo appreso a fare adattandoci al nostro ambiente sociale e fisico. Il problema è che buona parte di ciò che abbiamo appreso è nocivo per il nostro sistema, in quanto è stato appreso nell'infanzia, in un momento in cui una dipendenza immediata dagli altri deformava i nostri bisogni reali. Un’azione abituale da molto tempo è avvertita come corretta, ma la nostra impressione è poco attendibile finché non abbiamo rieducato il nostro senso cinetico sulla base di norme corrispondenti a realtà verificate. Come si può realizzare questa rieducazione? Innanzi tutto dobbiamo percepire i benefici dei miglioramenti per decidere di dedicarle tutto il tempo necessario. Ma il beneficio non può essere immaginato fintanto che il miglioramento non e stato avvertito, cosicché all'inizio dobbiamo semplicemente provare per curiosità. Le persone la cui vitalità è a un livello molto basso non proveranno e neanche Dio potrà aiutarle.

Il corpo dovrebbe essere organizzato in modo da poter cominciare qualsiasi movimento - in avanti, indietro, a destra, a sinistra, in su, in giù, o ruotare a destra o a sinistra - senza aggiustamento preliminare dei segmenti del corpo, senza una repentina modificazione del ritmo respiratorio, senza stringere la mascella inferiore né contrarre la lingua, senza alcuna tensione percettibile dei muscoli del collo e senza bloccare lo sguardo. Quando il corpo e organizzato in questo modo, la testa non viene tenuta fissa, è libera di muoversi facilmente in tutte le direzioni senza aggiustamenti preliminari. Se queste condizioni sono mantenute durante un'azione, persino il fatto di sollevare il corpo non è avvertito come sforzo. A riprova di ciò, piegate lentamente l'indice destro e avvertite la sensazione di facilità, di non sforzo. Piegate quindi lentamente il polso - lo sforzo è pari a quello di piegare il dito. Piegate ora il gomito oppure alzate lentamente il braccio o alzate o abbassate la testa o il tronco.

In ciascuno di questi casi la sensazione di sforzo è pari a quella avvertita nel piegare l'indice, ma il lavoro effettuato per alzare il dito è circa 100 gr./cm., quello per il polso 1000 gr./cm., quello per il tronco 500.000 gr./cm.

Effettuando i movimenti, la sensazione di sforzo non aumenta in proporzione al lavoro effettuato, ma indica il grado di organizzazione che produce lo sforzo.

Questa organizzazione corrisponde alla struttura del corpo. La dimensione e la potenza dei muscoli aumenta dalla periferia, come nel caso delle dita, verso il centro del corpo. Da quel momento, il tasso di sforzo è uguale in tutte le parti al lavoro. Alzare o abbassare il tronco sollecita i muscoli del bacino (come i glutei e i muscoli delle cosce con le loro enormi sezioni) nella stessa proporzione in cui sono sollecitati i muscoli impiegati nei movimenti delle dita.

In conclusione, la conoscenza di sé attraverso la presa di coscienza è l’obiettivo della rieducazione. Quando noi diventiamo coscienti di ciò che facciamo realmente, non di ciò che diciamo o crediamo di fare, si spalanca davanti a noi la via del miglioramento.

Nell'ambito del tema corpo-mente, un vasto campo è stato lasciato inesplorato, ma è stato trovato un utile punto di partenza che fornisce i mezzi per ottenere notevoli cambiamenti nel comportamento. Non vi può essere alcun miglioramento senza cambiamento. Anche se si può sempre fornire aiuto nel momento in cui le cose vanno male, noi non possiamo, tuttavia, smettere i nostri sforzi fino a che, in tutto il mondo, gli insegnanti non impareranno come sviluppare nei loro allievi la consapevolezza dell'unità di corpo e mente, in modo che si possano raggiungere risultati più elevati che non la semplice correzione degli errori.

Quando il corpo impara a perfezionare tutte le possibili forme e configurazioni delle sue parti non solo cambia la forza e la flessibilità dello scheletro e dei muscoli, ma si realizza un profondo e benefico mutamento nell'immagine del sé e nella qualità della direzione del sé.

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REPUBBLICA.IT
Intervista: Una seduta di Feldenkrais e passa il mal di schiena

 

 


The New York Times
Trying the Feldenkrais Method for Chronic Pain

 


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