Storia di Franco

Io, il Metodo Feldenkrais e Sonia Amicucci

Io
Mi chiamo Franco, ho 63 anni appena compiuti, sono impiegato in un ministero e perciò vado a Roma tutti i giorni in treno, ho una colonna vertebrale veramente malmessa sia a livello cervicale che dorsale e lombo sacrale.
Circa due anni fa ho avuto una fase acuta di dolori. E’ stato un periodo veramente brutto in quanto i dolori per due mesi sono stati insopportabili, e tutte le terapie che mi sono state prescritte dai medici a cui mi sono rivolto (non sono stati pochi) si sono dimostrate inefficaci.

Ho avuto un miglioramento soltanto quando, contrariamente a quanto mi aveva prescritto un fisiatra  ho autorizzato una fisioterapista a farmi i trattamenti che, secondo lei, erano necessari nella mia situazione, ed aveva ragione, perchè sono stato subito meglio.
A parte, però, il superamento della fase acuta, le mie condizioni erano estremamente precarie nonostante continuassi il trattamento fisioterapico.

A natale scorso avevo raggiunto uno stato di rassegnazione e pensavo che la mia vita attiva fosse ormai finita. Le mie capacità lavorative ed anche relazionali erano, infatti, ridotte al  lumicino ed i miei pensieri erano tutti rivolti a come io, solitamente iperattivo, avrei potuto gestire la mia nuova situazione di infermo.

Il Metodo Feldenkrais
Circa un anno fa, passando in una via di Orvieto notarii una targa su di un portoncino, con una strana scritta ed una tasca con dentro dei  depliant. Senza soffermarmi a guardare meglio pensai che si trattasse della sede di una setta pseudo religiosa, di quelle che ogni tanto si vedono. Comunque non prestai nessuna attenzione alla cosa.

Lo scorso autunno, in occasione di una delle innumerevoli visite che ho fatto per cercare di migliorare la mia situazione, una neurologa del Policlinico Gemelli di Roma mi ha consigliato, insieme ad altre cose, una riabilitazione secondo il metodo Feldenkrais. Mi disse altresì di trovare un bravo insegnante in quanto un trattamento fatto male rischiava di non produrre nessun effetto.
Il consiglio che mi stava dando, mi disse, derivava da una sua esperienza personale come paziente, più che da una evidenza medico scientifica.

Solo dopo un po’ di tempo, pensando dove avrei potuto trovare qualcuno che pratica il metodo Feldenkrais, mi ritornò in mente quella strana scritta sul portoncino e pensai che si doveva trattare proprio di quello che stavo cercando. A quel punto andai subito a prendere il numero di telefono e, constatato che si trattava del numero di un telefono cellulare, chiamai subito.


Sonia Amicucci

Mi rispose una voce di donna molto rassicurante e disponibile, con la quale combinammo un appuntamento per qualche giorno dopo. Devo dire, per parte mia, che ero nella fase in cui sarei stato disponibile per qualunque incontro con un qualunque ciarlatano che mi avesse prospettato una qualunque possibilità per stare meglio.

La sera convenuta mi recai, non senza una certa curiosità, all’appuntamento. E così ho conosciuto la Sonia. La prima seduta la dedicammo prima di tutto all’informazione nel senso che la Sonia mi chiese di raccontarle il motivo per cui l’avevo contattata. Io raccontai nel modo più preciso possibile le mie vicissitudini e soltanto dopo Sonia mi chiese di mettermi vicino ad una parete e di guardare dietro di me prima a destra e poi a sinistra.

Fatta questa semplice operazione proseguimmo con tutta una serie di esercizi, di piccole manipolazioni che mi stupivano, come mi stupiva tanto il fatto che mi parlasse continuamente con un tono di voce suadente e rassicurante per dirmi, sostanzialmente, di ascoltare il mio corpo, di sentire la qualità degli appoggi (ero sdraiato su un lettino) di rilassarmi, di cedere il mio peso al lettino e così via.

In questa fase più volte mi sorpresi a pensare che forse ero stato ingenuo a fissare l’appuntamento e a cercare di capire dove fosse la fregatura, che a quel punto credevo fosse certa, non fosse stato che fin dai primi momenti in cui ero sdraiato e dalle prime leggere manipolazioni già mi sentivo scomparire alcuni fastidiosi dolori e pervadere da un piacevole senso di benessere.
Quando poi mi rialzai dal lettino mi sbalordii per la prima volta, in quanto il mio portamento, che era costantemente curvo in avanti, era tornato eretto o quasi.

Altrettanta sorpresa la provai quando Sonia mi chiese di mettermi di nuovo di fronte alla parete dove mi ero messo all’inizio della seduta e di voltarmi ancora a guardare dietro di me. Scoprii, infatti, di essere in grado di voltarmi molto meglio, tanto da riuscire a vedere tutto quanto c’era dietro le mie spalle; ma scoprii soprattutto che il movimento che facevo nel voltarmi coinvolgeva tutto il mio corpo e non soltanto il collo come era all’inizio della seduta.

E’ stato in quel momento che, senza dolori, con il senso di benessere che ancora provavo ed effettivamente sorpreso del risultato di quella prima seduta, decisi che se Sonia era una ciarlatana che mi prendeva in giro,  ma  i risultati erano quelli che provavo, mi sarei lasciato prendere in giro molto volentieri.

La mia decisione si rafforzò, poi, quando chiesi di saldare il conto di quella seduta e lei mi disse che la prima seduta era di prova e gratuita,  ma ancora di più quando uscii e mi incamminai verso la macchina che avevo lasciato davanti alla chiesa di San Domenico e, camminando, quasi del tutto eretto, mi sentivo una persona completamente diversa da quella di appena un’ora prima.

Era la fine del mese di gennaio scorso, da allora ho continuato a frequentare lo studio della Sonia sia per sedute individuali che collettive e spesso mi trovo a provare sensazioni sbalorditive che non manco di raccontare alle persone che conosco e che mi dicono che adesso sto bene, che ho ripreso un aspetto normale, che non sono più come appena quattro mesi fa, quando io stesso capivo perfettamente che la gente mi guardava con aria di compatimento come si suole fare verso le persone in difficoltà.

A proposito del metodo Feldenkrais avrei ancora molto da raccontare anche se è ancora poco tempo che lo pratico ma adesso non voglio allungare troppo il racconto perchè poi, se è troppo lungo, la gente si stanca di leggere e non arriva in fondo.
Magari ritornerò presto a raccontare le sensazioni che provo.

Due cose, però, le voglio aggiungere: il metodo Feldenkrais non è una sorta di rito magico ma è una disciplina riconosciuta a livello internazionale che richiede una preparazione specifica ed approfondita.
Sonia Amicucci, ora sono sicuro, non è una ciarlatana o una “maga” ma è una donna squisita che crede profondamente nel metodo Feldenkrais, che pratica con il massimo possibile dell’impegno e con risultati eccellenti, almeno dal mio punto di vista.