Franco e la lezione sugli occhi

Lo avete letto il racconto di Franco? Quello che Sonia vi ha proposto qualche tempo fa?
Ebbene sono sempre io, Franco, e in quell’occasione avevo promesso di tornare a scrivere delle mie esperienze con il Metodo Feldenkrais.

Premesso che dalla fine di gennaio 2010, quando ho conosciuto Sonia, ho frequentato abbastanza regolarmente il suo studio, per gli ovvi motivi che facilmente si desumono dal primo racconto, ora sto bene. Bene come non pensavo sarei stato mai più, ed eccomi qua a raccontarvi un altro dei tanti episodi vissuti praticando il metodo Feldenkrais.

In questa occasione non vi farò perdere troppo tempo, il racconto sarà breve ma, vi assicuro, di una intensità enorme.

La “lezione degli occhi”
(Io la chiamo così perché tutti gli esercizi della lezione coinvolgono gli occhi.)
Ancora oggi, e tanto più nel momento in cui mi accingo a scrivere queste righe, sto cercando di capire, senza riuscirci, quello che è realmente successo durante quella lezione perché ancora non riesco a capacitarmi di come sia stato possibile provare le sensazioni di benessere che ho provato quel giorno e nei giorni successivi.

Infatti, gli effetti della lezione degli occhi si sono manifestati gradualmente, nel corso di alcuni giorni, e sono durati ben oltre la lezione seguente, cioè per più di una settimana. Badate bene, non intendo dire che gli effetti sono durati una settimana, ma che si sono manifestati nel corso di una settimana, nel senso che ogni giorno avvertivo una novità nel mio modo di essere, cosa che non poteva che essere attribuita a quella lezione, anche alla luce degli effetti immediati che comunque ci sono stati.

Dal punto di vista della durata, invece, Sonia mi dice che il beneficio che ne trarrò sarà mio per sempre o comunque molto duraturo. Al momento ha ragione lei, perché gli effetti  sono ancora ben evidenti. Per parte mia posso solo sperare che continui ad aver ragione lei perché ciò significherebbe che io continuerò a star bene.

In pratica, nel corso della lezione Sonia mi chiede di sdraiarmi sul lettino, poi mi chiede di chiudere gli occhi (che resteranno chiusi per un tempo lungo, quasi per tutta la lezione stessa) e continua a chiedermi di immaginare un punto sul soffitto sopra di me.

Sempre ad occhi chiusi, a partire da quel punto, mi chiede di girare gli occhi verso sinistra, verso destra, poi in alto, in basso e così via per diverse volte.  Durante tutta la lezione, insomma, seguendo la voce di Sonia che mi dà indicazioni precise si compiono una serie di semplici esercizi del tipo di quelli che ho indicato.
Verso la fine della lezione mi chiede di riportarmi alla posizione iniziale e dirigendo lo sguardo verso il punto che avevo immaginato ad occhi chiusi mi chiede di aprire gli occhi.

In questa fase, ancora prima di alzarmi, io (ovviamente racconto la mia esperienza che non è necessariamente uguale a quella di altre persone) avverto già dei cambiamenti nel modo di vedere la stanza intorno a me. Cambiamenti che sul momento attribuisco al fatto di avere tenuto gli occhi chiusi per diverso tempo. Quando però Sonia mi chiede di alzarmi e di guardarmi intorno, allora mi rendo conto in modo evidentissimo che non si tratta del fatto di aver tenuto gli occhi chiusi, ma di vedere tutto veramente in modo realmente diverso e da una prospettiva diversa.

In poche parole, ciò che posso subito constatare è che l’angolo di visuale si amplia notevolmente sia in modo orizzontale che in modo verticale.
Questo diverso modo di vedere mi induce, forse anche più di altri esercizi e non so perchè, ad un portamento eretto, a mantenere la testa alta, il che influisce in modo sorprendente sul mio umore, sul modo di affrontare una giornata impegnativa e, insomma, sul mio modo di vivere.

Come ho detto sopra, voglio però ricordare che gli effetti della lezione degli occhi compaiono gradualmente nel corso di diversi giorni ed è per questo che ogni tanto mi sorprendo a constatare un diverso modo di camminare, un diverso modo di guardare davanti a me, un modo di osservare le cose ecc.. del tutto nuovi.
Questo fatto, secondo me, è la prova provata che ogni lezione produce comunque un effetto, a volte con qualche ritardo, a volte del tutto inatteso, ma un effetto c’è sempre.

Riguardo alla lezione degli occhi, spesso mi trovo a fare dei confronti e delle verifiche su come ero prima e su come sono ora, sul fatto che camminavo a testa bassa e non vedevo che poco oltre i miei stessi piedi e sul fatto che ciò era dovuto alla consapevolezza dei miei malanni - che all’epoca non avevano soluzione; sul fatto che invece ora sto bene, e sono tornato a pensare in modo positivo alle prospettive della mia vita, programmando il mio tempo sulla base degli impegni e del tempo libero e non più sulla base dei dolori della schiena.

Inoltre, la lezione degli occhi mi ha insegnato a cercare di  capire la gente.
A volte mi sorprendo a guardare le persone che conosco, ad osservare il loro portamento e a capire, e si capisce benissimo (potete provare), se si tratta di una persona preoccupata, o se sta male o se è allegra e felice. In conclusione, e alla luce della mia esperienza, non mi sembra esagerato dire che dei semplici esercizi del tipo di quelli descritti sono in grado di cambiare radicalmente la vita di una persona e di restituirle la voglia di fare, cosa che a volte, per motivi diversi, noi perdiamo. Almeno questo è successo a me.

Un saluto a Sonia e a quanti leggeranno di questa mia esperienza e alla prossima volta, perché  se Sonia mi ospita nel suo sito tornerò a raccontare altre esperienze.